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Medio Oriente e Africa

L’idra e il suo popolo. Le contraddizioni del sistema politico algerino

L'Algeria è caratterizzata da un funzionamento autonomo e autoreferenziale. Grazie a varie riforme il "potere" ha saputo adattarsi, ma le proteste del 2019 ne hanno evidenziato i limiti, e hanno proposto un modello di cittadinanza ancora poco strutturato ma difficilmente addomesticabile

Questo articolo è pubblicato in Oasis 31. Leggi il sommario

Ultimo aggiornamento: 23/04/2021 14:21:50

Nonostante una retorica incentrata sull’indipendenza nazionale e sulla sovranità popolare, lo Stato nato dall’indipendenza dalla Francia è caratterizzato da un funzionamento autonomo e autoreferenziale. Nel corso del tempo, il “potere” che lo governa è stato messo sotto pressione da crisi di varia natura, ma ha saputo adattarsi alle circostanze attuando riforme di facciata e sacrificando alcuni dei suoi uomini. Il movimento di protesta cominciato nel 2019 ha contribuito a evidenziarne i limiti, proponendo un modello di cittadinanza ancora poco strutturato ma difficilmente addomesticabile.

 

L’8 maggio 2020 il nuovo presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune, ha presentato un nuovo progetto di riforma costituzionale. Elaborata da un comitato di esperti cooptati e sottoposta al parere consultivo di una schiera di partiti screditati, questa nuova proposta di modifica della Costituzione del 1996 ha confermato il ritorno dell’apparato statale a un funzionamento semi-autonomo. Dopo più di un anno di manifestazioni e un’elezione presidenziale mutilata e vinta da Tebboune nel dicembre 2019, la sovranità popolare è sembrata più che mai secondaria. È vero che il nuovo presidente ha voluto un referendum per l’approvazione della riforma, ma solo per trasformare questa consultazione in un plebiscito destinato a rafforzare la sua legittimità, come fece Bouteflika nel 1999 e nel 2005.

 

Il popolo resta quindi un oggetto convocato ritualmente piuttosto che la fonte del potere politico. La classe dirigente algerina non ignora il ruolo centrale che il popolo ha sempre avuto nella tradizione politica nazionale, ma sembra più preoccupata di preservare innanzitutto la capacità dello Stato di agire per conto proprio e per il proprio interesse. Nell’aprile 2019, Abdelaziz Djerad, al tempo semplice politologo, spiegava che qualsiasi rifondazione del sistema politico avrebbe dovuto concentrarsi sugli articoli 7 e 8 della Costituzione, che sanciscono il primato del popolo. Un anno più tardi, Djerad è diventato primo ministro e ha applicato alla lettera il piano d’azione di Tebboune. La sovranità popolare, come al solito, poteva attendere.

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