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Religione e società

Il fascino incerto del matrimonio misto

 

 

 

Autore: IDA ZILIO-GRANDI (a cura di)

 

Titolo:
Sposare l'altro. Matrimoni e matrimoni misti nell'ordinamento italiano e nel diritto islamico

 

Editore:
Marsilio, Venezia, 2006

 

 

Il volume raccoglie gli interventi di vari esperti ad un convegno tenutosi a Savona nel 2006, riguardante le problematiche connesse ai matrimoni di musulmani residenti in Italia e ai matrimoni misti. L'approccio scelto interseca il campo giuridico con quello sociologico e con alcune esperienze di integrazione, che lambiscono uno dei punti più delicati dell'attuale fase di inserimento sociale dei musulmani: l'educazione dei figli (se ne occupa Paolo Branca, direttamente coinvolto in alcune iniziative che hanno raggiunto le prime pagine dei giornali nei passati mesi).

 

 

L'approccio giuridico unisce una riflessione, particolarmente approfondita, sul matrimonio canonico (curata da Luciano Musselli), un'analisi del matrimonio islamico di Agostino Cilardo (forse più sintetica quanto alla concezione islamica dei matrimoni interreligiosi), una lettura del panorama continentale sull'articolazione tra matrimonio religioso e matrimonio civile, affrontata da Alessandro Ferrari, ed un'analisi dei casi concreti giunti nei tribunali italiani, di cui si è occupato Sergio La China. Proprio quest'ultima parte mostra come la patologia dei matrimoni misti metta allo scoperto i differenti piani che si intrecciano in tali casi: dal rapporto tra culture giuridiche diverse - quella occidentale e quella islamica - a problematiche attinenti la differente nazionalità dei coniugi.

 

 

I case studies riportati mostrano come la poligamia non costituisca l'ostacolo principale nei matrimoni misti o la ragione della maggioranza delle separazioni. Pratica in disuso nei Paesi islamici, ha subito un forte ridimensionamento negli ultimi anni. Questo sia ad opera del legislatore, che in Paesi come Marocco e Tunisia è giunto a vietarla o a renderla pressoché impraticabile, sia per la maturazione di una coscienza sociale ostile a questa forma di convivenza, sia per l'obbligo che tradizionalmente grava sul marito di provvedere al mantenimento di tutte le mogli - compito cui evidentemente non riesce ad adempiere chi giunge in Europa motivato da ragioni economiche.

 

 

All'estinzione della pratica poligamica tra i musulmani provenienti dal Nord Africa o dal Medio Oriente, corrisponde tuttavia l'emergere, soprattutto tra italiani convertiti all'islam, l'uso di legarsi con più donne, senza contrarre alcun matrimonio con effetti civili - o, al più, effettuando una cerimonia nuziale nella moschea. Se ne trovano le tracce anche all'interno della bozza d'intesa presentata dall'Unione delle Comunità Islamiche in Italia.

 

Il paradosso di una pratica in disuso nei Paesi islamici, cui corrisponde una certa diffusione tra i convertiti italiani, è messa in luce nei contributi di taglio sociologico - e segnatamente in quello offerto da Letizia Mancini. L'apporto dei sociologi risulta prezioso, all'interno del testo, nel mettere in luce come il concreto ménage delle coppie miste spesso esuli dai binari previsti dall'ordinamento.

 

 

Tuttavia, ad uno sguardo complessivo sembra proprio il lavoro dei sociologi quello meno incisivo. Mentre Stefano Allievi pare maggiormente interessato a sfatare alcuni luoghi comuni, piuttosto che a dare un quadro preciso delle implicazioni del meticciato sotto il profilo matrimoniale, Letizia Mancini propone un accostamento della famiglia poligamica a quella di fatto per quanto riguarda le tutele giuridiche, senza approfondirne particolarmente le analogie e le differenze. Si tratta di un approccio pragmatico, che evita di considerare i diversi contesti e le tradizioni religiose nelle quali matrimonio poligamico e famiglia di fatto vengono alla luce.

 

 

Nonostante l'eterogeneità dei contributi e il diverso taglio che ciascun autore ha voluto dare al proprio intervento, il volume si segnala comunque per gli spunti significativi che offre anche agli operatori del diritto.

 

 

Rispetto ai temi trattati, rimane sullo sfondo - tranne qualche accenno da parte di Allievi - il ruolo che può avere il matrimonio in una società meticcia. Di fronte al moltiplicarsi delle convivenze al di fuori del matrimonio, il legame coniugale si presenta come un campo nel quale le tradizioni religiose giocano un ruolo importante e pretendono riconoscimento da parte delle istituzioni civili. Il matrimonio misto, in particolare, si profila quale luogo dove l'identità e la tradizione di ciascuno incrocia sia l'altro, il differente da sé, e domanda accoglienza alla società. Viene da chiedersi quale sia il suo futuro prossimo: se fattore di divisione, o contributo ad un nuovo melting pot.

 

 

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