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Religione e società

Islam tedesco cercasi

In diversi Paesi d’Europa si dibatte sulla necessità di formare esperti religiosi in scuole locali, per evitare interferenze estere e l’azione di predicatori fai-da-te. A preoccupare è la diffusione non soltanto di idee contrarie all’integrazione delle comunità islamiche sul Continente, ma anche il rafforzarsi di ideologie radicali. Per evitare tutto questo, la Germania ha pensato alla creazione di istituti di Teologia islamica. Siamo andati a visitarli.

[L'articolo è contenuto in Oasis n. 25. Per leggere interamente i contenuti acquista una copia o abbonati].

 

 

Il dibattito si riapre ciclicamente. Alla Germania occorre una “legge sull’Islam”, che regoli le comunità islamiche e garantisca sermoni nelle moschee in lingua tedesca, in favore della “trasparenza”, ha detto a inizio aprile Jens Spahn, politico conservatore e uno dei membri del comitato esecutivo dei Cristiani democratici della cancelliera Angela Merkel. Spahn ha inoltre risollevato una questione che da anni si affronta non soltanto in Germania, ma ovunque in un’Europa in cui cresce la presenza musulmana: la formazione degli imam. Nel 2010, quando è stato lanciato un programma in Teologia islamica all’università di Osnabrück, in Bassa Sassonia, nel Nord-ovest del Paese, sia la stampa tedesca sia quella internazionale hanno usato proprio questa espressione. E a giudicare dalle parole di Rauf Ceylan, ancora oggi professore di Sociologia delle religioni a Osnabrück, quella era l’idea anche dei fondatori del progetto: «Abbiamo bisogno di imam socializzati e di casa in Germania – aveva detto allora al sito IslamToday. Influenzano l’orientamento religioso dei musulmani in Germania, hanno un forte impatto sulla versione di Islam che praticheranno i giovani musulmani, se tollerante, conservatore o estremista».

 

 

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