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Religione e società

Islam tedesco cercasi

Interno della moschea Columbiadamm a Berlino [foto Oasis]

In diversi Paesi d’Europa si dibatte sulla necessità di formare esperti religiosi in scuole locali, per evitare interferenze estere e l’azione di predicatori fai-da-te. A preoccupare è la diffusione non soltanto di idee contrarie all’integrazione delle comunità islamiche sul Continente, ma anche il rafforzarsi di ideologie radicali. Per evitare tutto questo, la Germania ha pensato alla creazione di istituti di Teologia islamica. Siamo andati a visitarli.

Questo articolo è pubblicato in Oasis 25. Leggi il sommario

Ultimo aggiornamento: 05/03/2018 17:06:39

Il dibattito si riapre ciclicamente. Alla Germania occorre una “legge sull’Islam”, che regoli le comunità islamiche e garantisca sermoni nelle moschee in lingua tedesca, in favore della “trasparenza”, ha detto a inizio aprile Jens Spahn, politico conservatore e uno dei membri del comitato esecutivo dei Cristiani democratici della cancelliera Angela Merkel. Spahn ha inoltre risollevato una questione che da anni si affronta non soltanto in Germania, ma ovunque in un’Europa in cui cresce la presenza musulmana: la formazione degli imam. Nel 2010, quando è stato lanciato un programma in Teologia islamica all’università di Osnabrück, in Bassa Sassonia, nel Nord-ovest del Paese, sia la stampa tedesca sia quella internazionale hanno usato proprio questa espressione. E a giudicare dalle parole di Rauf Ceylan, ancora oggi professore di Sociologia delle religioni a Osnabrück, quella era l’idea anche dei fondatori del progetto: «Abbiamo bisogno di imam socializzati e di casa in Germania – aveva detto allora al sito IslamToday. Influenzano l’orientamento religioso dei musulmani in Germania, hanno un forte impatto sulla versione di Islam che praticheranno i giovani musulmani, se tollerante, conservatore o estremista».

 

 

Le moschee del Nordreno-Vestfalia

 

 

Oggi, a sette anni di distanza, le università con istituti di Teologia islamica in Germania sono cinque: oltre a Osnabrück, ci sono Münster, Tubinga, Erlangen, Francoforte, mentre l’università Humboldt di Berlino sta mettendo a punto un corso di studi. Finora, però, nessuno di questi centri è diventato un vero e proprio luogo per la formazione degli imam, la maggior parte dei quali in Germania, come altrove in Europa, studia all’estero, in generale nei Paesi di origine: Turchia, Tunisia, Marocco, Egitto, nei Balcani… Non esiste infatti uno specifico corso di studio per diventare imam: a Münster la materia è contenuta nei corsi di Teologia islamica o in quello per diventare insegnanti di religione musulmana, ci spiega Cefli Ademi, professore nell’ateneo. «Chi studia teologia islamica può poi andare a fare l’imam, decidono loro». Nel caso dei sacerdoti cattolici dopo gli studi universitari di Teologia è previsto un tirocinio di due anni. Per cattolici e protestanti, però, ci sono alle spalle centinaia di anni di relazioni tra Stato e Chiese cristiane, spiega Helmut Wiesmann, responsabile per i rapporti con l’Islam presso la Conferenza episcopale tedesca. Per quanto riguarda l’Islam, invece, la situazione è ancora fluida: questi istituti di studio hanno cinque o sei anni di vita, i musulmani sono ancora organizzati come associazioni e non come comunità religiose.

 

 

Come nelle facoltà di Teologia cristiana o ebraica, anche nei nuovi istituti di Teologia islamica i curricula di studi e professori sono scelti in concerto da un comitato organizzato a livello federale, con rappresentanti delle università, che hanno l’ultima parola sugli standard scientifici, e membri delle comunità religiose, che si occupano dell’aspetto religioso.

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