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Le nostre letture

La vocazione missionaria del buon musulmano

Il movimento islamico Tabligh Jama‘at, tra pratiche e discorsi sociali

Questo articolo è pubblicato in Oasis 29. Leggi il sommario

Ultimo aggiornamento: 11/09/2019 14:23:12

Copertina Siddiqi.jpg

Recensione di Bulbul Siddiqi, Becoming ‘Good Muslim’. The Tablighi Jamaat in the UK and Bangladesh, Springer, Singapore 2018

 

Nonostante la sua grande diffusione a livello internazionale, il numero di etnografie sul movimento islamico di proselitismo pietista conosciuto come Tabligh Jama‘at è piuttosto ridotto. Becoming Good Muslim di Balbul Siddiqi, attualmente professore di Antropologia e Sociologia alla North South University di Dhaka (Bangladesh), si inserisce nel contesto di una rinnovata attenzione accademica, oltre che giornalistica, verso questa realtà nata nel 1927 a sud di Delhi intorno all’attività missionaria dello shaykh indiano Muhammad Ilyas.

 

Mettendo a frutto la sua identità di musulmano e di bangladese, Siddiqi costruisce un testo ben strutturato, completo e di facile lettura, basato su un lungo lavoro sul campo tra Cardiff e il Bangladesh, dove ha seguito le comunità locali durante le loro principali attività religiose, tra cui le tipiche missioni di 40 giorni (chilla) e le sessioni quotidiane di studio (ta’leem) e di predicazione (gasht), che rappresentano «la colonna portante del Tabligh», come titola uno dei capitoli del volume.

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Per citare questo articolo

 

Riferimento al formato cartaceo:

Gabriele Maria Masi, La vocazione missionaria del buon musulmano, «Oasis», anno XV, n. 29, luglio 2019, pp. 134-136.

 

Riferimento al formato digitale:

Gabriele Maria Masi, La vocazione missionaria del buon musulmano, «Oasis» [online], pubblicato l’11 settembre 2019, URL: https://www.oasiscenter.eu/it/jamaat-tabligh-gran-bretagna-bangladesh.

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