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Classici

Louis Massignon, messaggero e ricercatore

Autore:

 

Louis Massignon

 

 

Titolo:

 

Ecrits mémorables

 

 

Editore:

 

Robert Laffont,

 

Paris 2009, 2 vol.

 

 

Gli Amici di Louis Massignon hanno celebrato nel 2008 il centenario della sua conversione. È infatti il 3 maggio 1908, in Iraq che, in circostanze drammatiche, Massignon «ritrova Gesù Cristo» dopo aver effettuato delle ricerche archeologiche ad al-Ukhaydir. Baghdad gli divenne allora una città «molto cara» per essere stata testimone nel 922 della morte di al-Hallâj, martire mistico dell’Islam, al quale Massignon avrebbe dedicato la tesi di dottorato in Sorbona e tutti i suoi studi successivi sulla mistica islamica. Per molto tempo professore al Collège de France (1926-1954), Massignon ha pubblicato, poco a poco, una vera e propria summa di articoli scientifici. Padre Youakim Moubarac li raccolse nel 1963 in tre volumi usciti a Beirut (Dar el-Maaref) con il titolo di Opera minora e ripubblicati senza modifiche a Parigi nel 1969 dalle Presses Universitaires de France. Da tale raccolta mancava un certo numero di testi tra i più importanti e soprattutto non si era tenuto conto delle annotazioni e dei perfezionamenti pazientemente introdotti dalla mano dell’illustre orientalista cattolico in margine agli estratti delle sue pubblicazioni. Ecco perché, incoraggiati dall’Associazione degli Amici di Louis Massignon, Christian Jambet, François Angelier, François L’Yvonnet et Souâd Ayada, membri del Comitato direttivo della stessa associazione, hanno scelto di offrire ai ricercatori, grazie alle edizioni Robert Laffont, una raccolta di articoli di Massignon che rappresenta il meglio del suo pensiero e dimostra quanto esso sia coerente. Sarebbe infatti impossibile separare i suoi articoli scientifici dai testi spirituali.

 

 

I testi selezionati si trovano raggruppati sotto titoli che sono altrettanti temi essenziali della vita del loro autore e vanno dalla dimensione più intima della sua fede a quella più esplicita della sua scienza. Di qui una progressione pazientemente articolata e presentata. La visita dello Straniero, Testimoni e intercessori, Il Testimone essenziale: al-Hallâj, Massignon politico: l’erudito e il mistico, L’insegnamento al Collège de France, Pensieri islamici e prossimità cristiane, Privilegio delle lingue semitiche, Lo specchio del cuore e la notte dello spirito, Topografie spirituali, L’escatologia islamica e lo sciismo, Forme simboliche in terra d’Islam, Una fede spalancata sul mondo: sono questi i diversi capitoli che raggruppano i 177 articoli pubblicati, di cui 46 inediti. Nel secondo volume viene proposta inoltre una tavola delle concordanze per i 131 articoli già pubblicati nelle Opera Minora e che vale anche per i 31 articoli raccolti da Vincent Monteil in Parole donnée, permettendo in tal modo di comparare le differenti versioni. Dotte introduzioni a ogni capitolo e abbondanti note esplicative permettono al lettore di meglio situare ogni articolo nel pensiero di Massignon. Merita di essere letta la meravigliosa prefazione di Christian Jambet Per Massignon, «il più inclassificabile dei grandi scrittori francesi del XX secolo». Di ciò che Massigon fu, di volta in volta, è detto tutto in termini folgoranti: uomo di scienza, uomo di cuore e uomo di Dio. In lui «il cristiano, il dotto, l’uomo d’azione si rispondono e si rafforzano l’un l’altro [in una] “prospettiva transtorica”. Secondo la Storia tutto si dissolve nel passato comune. Secondo la prospettiva transtorica ognuno di noi è una persona che crea liberamente un destino che ha valore di decreto. Il tempo di ognuno è unito a quello di tutti gli altri mediante la comunione e non la comunità. Massignon decide che tale lezione di contingenza provvidenziale e di libertà nell’annullamento di sé sarà il destino del dotto e la massima dell’uomo di fede». È questo il messaggio che sembra emergere da tutti i suoi articoli come dai suoi libri. Massignon si rivolge a tutti quelli che osano, come Abramo, accogliere «gli altri» come «ospiti di Dio», a loro volta messaggeri del solo «Straniero» che ogni credente attende di accogliere.

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