close_menu
close-popup
image-popup

Lingue disponibili:
close-popup
Paypal
Carta di credito
abbonati
Islam

Al-Azhar è la voce di tutti i sunniti?

Cortile interno di al-Azhar [© Jonramlan - Pixabay]

La moschea-università egiziana è spesso definita “il Vaticano dell’Islam”. Questa antica istituzione è sicuramente tra i più prestigiosi centri del sapere musulmano nel mondo, ma attribuirle un primato nell’interpretazione della religione significa non comprendere la natura dell’autorità nel sunnismo.

Questo articolo è pubblicato in Oasis 25. Leggi il sommario

Ultimo aggiornamento: 19/03/2019 13:10:33

Non è raro che la moschea-università dell’Azhar sia definita il “Vaticano dell’Islam”, e il suo grande imam “la massima autorità dell’Islam sunnita”. Se queste espressioni vogliono comunicare il prestigio di cui gode questa istituzione egiziana, esse nascondono però un’incomprensione di fondo sulla natura dell’autorità sunnita che, diffusa e scarsamente istituzionalizzata, non prevede né magisteri né gerarchie. Come scrivevano più di dieci anni fa Malika Zeghal e Marc Gaboriau «la pretesa supremazia [dell’Azhar] è continuamente rimessa in questione dall’esistenza di un campo religioso oggi estremamente plurale – e per questo concorrenziale, sia in Egitto […] sia a livello globale»[1]. Tuttavia, facevano notare i due studiosi, «la centralità dei grandi luoghi storici di produzione e di trasmissione del sapere religioso mostra che è possibile sfumare le ipotesi secondo le quali l’autorità religiosa musulmana sarebbe oggi frammentata e decentrata, in particolare attraverso il fenomeno di autorità religiose su internet. La riforma più incisiva ebbe luogo nel 1961, quando Nasser fece dell’Azhar uno strumento della sua politica religiosa, imprimendole una spinta modernizzatrice La persistenza delle autorità religiose tradizionali e la loro capacità di adattamento suggeriscono allora che si è probabilmente sopravvalutato il fenomeno dell’auto-proclamazione da parte di autorità religiose nuove rappresentate dagli islamisti e si sono trascurati fenomeni importanti di re-istituzionalizzazione dell’autorità religiosa»[2]. Il protagonismo dell’Azhar nel contesto creato prima dalla rivoluzione del 2011 e soprattutto dall’esplosione della violenza jihadista conferma questa tendenza. Tra l’altro, l’autorevolezza che media e studiosi occidentali attribuiscono all’Azhar è ormai rivendicata dalla stessa moschea egiziana. Essa non arriva ad autoproclamarsi “massima autorità dell’Islam sunnita”, ma, quando giornalisti e uomini politici occidentali le assegnano questo titolo, non esita a rilanciare le loro parole sul proprio sito e attraverso i social media[3].

 

 

Per continuare a leggere questo articolo devi essere abbonato Abbonati
Sei già abbonato? Accedi

Per citare questo articolo

 

Riferimento al formato cartaceo:

Michele Brignone, Al-Azhar è la voce di tutti i sunniti?, «Oasis», anno XIII, n. 25, giugno 2017, pp. 56-62.

 

Riferimento al formato digitale:

Michele Brignone, Al-Azhar è la voce di tutti i sunniti?, «Oasis» [online], pubblicato il 19 giugno 2017, URL: https://www.oasiscenter.eu/it/al-azhar-e-la-voce-di-tutti-i-sunniti.

Iscriviti gratuitamente alla newsletter per non perderti i nostri approfondimenti

Per approfondimenti e analisi abbonati alla nostra rivista semestrale