close_menu
close-popup
image-popup

Lingue disponibili:
close-popup
Paypal
Carta di credito

Privacy policy

Sostienici
Newsletter
Medio Oriente e Africa

Buon Natale con la voce “pura” di Wadī‘ al-Sāfī

Basilica della Natività, Betlemme [Shutterstock]

L’augurio musicale di Oasis sulle note del capostipite del folclore libanese moderno

Ultimo aggiornamento: 24/12/2021 09:21:17

Cent’anni fa, un anno dopo la proclamazione dello Stato del Grande Libano, veniva al mondo un artista profondamente libanese e profondamente internazionale: la “voce eterna del Libano”, la “voce d’oro”, o ancor meglio la voce “pura” come recita il suo nome.

 

Wadī‘ al-Sāfī nasce a Niha (nella regione montagnosa dello Shouf) in una modesta quanto numerosa famiglia. A soli 4 anni, ispirato dai nonni, canta e suona la derbaké ai matrimoni; a 13 anni impara l’oud e i canti tradizionali bizantini e siriaci a Beirut, dove si iscrive al conservatorio. A 17 si esibisce con una giovane ragazzina di 15 anni, una certa Sabah, e vince un concorso musicale che lo porterà in radio e lo consacrerà come giovane talento panarabo.

 

Una carriera internazionale (negli anni ’50 lo troviamo in Brasile a cantare per la numerosa diaspora libanese pezzi celebri come Lubnān, yā qit‘a samā’, “Libano, o pezzo di cielo”) di 75 anni e più di 3000 canzoni ne farà il “capostipite del folclore libanese moderno”, nonché il maestro del mawwāl e del tarab, in cui si cimentava con grande divertimento suo e del pubblico. Qui lo si vede con Sabah Fakhri, Farid al-Atrash, Nizar Qabbani, Mohammad Abdul Wahab e qui lo si sente con Fayrouz. Pare che Pavarotti abbia detto di lui: «quest’uomo non canta da solo: è come se qualcuno cantasse con lui».

 

Ed è con la sua voce pura e con questa canzone semplice che vi auguriamo un buon Natale e, per l’ultima volta, buon tarab!

 

Scorri verso il basso per leggere il testo tradotto in italiano e l'originale arabo.

Qui tutte le precedenti puntate della nostra rubrica musicale.

 

Tuoni e pioggia

 

Tuoni e pioggia,

fulmini, neve e vento.

Sulla paglia giace un bambinello

che porta tanti doni

e tra le mani le chiavi del Cielo

Alleluia

 

Nessuna corona è degna della più bella delle fronti

Il Figlio del Cielo è nudo

nella grotta dei pastori.

Piume di struzzo e vestiti di seta si piegano al suo cospetto.

Sei venuto al mondo con un messaggio di Luce

sul cuore della Fede.

Lampada per l’umanità

Porti nuova vita

E tempi nuovi

 

La porta del paradiso è aperta

Un giglio dai petali splendenti

Un alito celeste

Un inno d’amore

 

Il tuo nome non se ne andrà, resterà nei cuori[1]

 

Tuoni e pioggia,

fulmini, neve e vento.

Sulla paglia giace un bambinello

che porta tanti doni

e tra le mani le chiavi del Cielo

Alleluia

 

 

 

 

رعد وشتي

 

رعد وشتي

برق وتلج ورياح

عالقش طفل صغير

جايب هدايا كتير

حامل بإيده للسما مفتاح

هللوه

 

يا خجلة التيجان

من جبين أحلى جبين

ابن السما عريان

بمغارة الرعيان

ريش النعام

وهالحرير يميل

 

طليت عالمعمور

حامل رسالة نور

عن جوهر الإيمان

قنديل للإنسان

تعمّر دني ودهور تمحي دهور

 

باب السما مفتوح

زنبق كمامه تلوح

باب السما مفتوح

زنبق كمامه تلوح

نفحة سماوية
للحب غنّية

نفحة سماوية
للحب غنّية

 

واسمَك من البال ما بيروح

ما بيروح
اسمَك من البال ما بيروح

 

رعد وشتي
برق وتلج ورياح

عالقش طفل صغير
جايب هدايا كتير

حامل بإيده للسما مفتاح

هللوه

 

Le opinioni espresse in questo articolo sono responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente la posizione della Fondazione Internazionale Oasis
 
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Oasiscenter
Abbiamo bisogno di te

Dal 2004 lavoriamo per favorire la conoscenza reciproca tra cristiani e musulmani e studiamo il modo in cui essi vivono e interpretano le grandi sfide del mondo contemporaneo.

Chiediamo il contributo di chi, come te, ha a cuore la nostra missione, condivide i nostri valori e cerca approfondimenti seri ma accessibili sul mondo islamico e sui suoi rapporti con l’Occidente.

Il tuo aiuto è prezioso per garantire la continuità, la qualità e l’indipendenza del nostro lavoro. Grazie!

sostienici


[1] Lett. “mente”, “animo”, “pensiero” (bāl).
tag