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Religione e società

L’Islam in Europa: tendenze e prospettive

Donne musulmane in Bosnia [Shutterstock]

Dopo gli attentanti del 2015-2016, la radicalizzazione jihadista è tornata a catalizzare l’attenzione di media, mondo politico e servizi di sicurezza. Ma la presenza musulmana in Europa è caratterizzata da una pluralità di correnti e movimenti

Questo articolo è pubblicato in Oasis 28. Leggi il sommario

Ultimo aggiornamento: 27/11/2018 10:17:51

Dopo gli attentanti del 2015-2016, la radicalizzazione jihadista è tornata a catalizzare l’attenzione di media, mondo politico e servizi di sicurezza. In realtà, la presenza musulmana è caratterizzata da una pluralità di correnti e movimenti, più o meno legati ai Paesi di origine degli immigrati di religione islamica. E per capire quali forme essa potrà assumere in futuro, potrebbe essere utile guardare in direzione dei Balcani.

 

Negli ultimi anni, l’Islam e i musulmani sono diventati un elemento rilevante del discorso pubblico, mescolandosi con altri temi quali l’immigrazione e la libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione Europea, in un quadro ulteriormente complicato dalla crisi dei rifugiati. La fusione di queste tre tematiche in un’unica grande questione è uno degli elementi che spiegano la crescita degli odierni movimenti nazionalisti-populisti. È chiaro che gli attacchi perpetrati in nome dello Stato Islamico hanno favorito questi sviluppi. Ma i media e l’opinione pubblica hanno la memoria corta e sembrano aver dimenticato che negli anni ’70 e ’80 gli attacchi terroristici non solo non avevano alcun nesso con l’Islam, ma in Europa e in Nord America sono stati relativamente più numerosi dell’ultima ondata[1]. Lo scopo di questo articolo, tuttavia, non è quello di proporre l’ennesima analisi del “terrorismo islamico”, quanto di offrire una panoramica sulla situazione attuale dell’Islam in Europa. Si vedrà così che la crisi attuale, tanto determinante nell’orientare la politica sia in Europa che negli Stati Uniti, è in realtà multidimensionale, essendo caratterizzata da una serie di tensioni tra la società europea e i musulmani, tra i musulmani stessi e tra gli europei.
 

 

Chi e quanti sono i musulmani europei

Prima di tutto, occorre capire che cosa si intenda con Islam europeo[2]. La presenza musulmana in Europa non è un fenomeno nuovo. Nella parte occidentale del continente si tende a considerarla il risultato dell’immigrazione avvenuta prevalentemente a partire dal 1945, anche se sappiamo che ci sono stati arrivi precedenti, soprattutto in Gran Bretagna e in Francia. Questa prospettiva trascura però la presenza musulmana nell’Europa orientale, le cui origini risalgono alle invasioni tataro-mongole, che hanno lasciato consistenti comunità musulmane in Russia e nell’ex Granducato lituano-polacco. Nel caso dell’Europa sud-orientale, furono l’espansione e il dominio ottomano a dar vita alla comunità albanese, bosgnacca e pomacca, a quelle di etnia turca e ad altre comunità musulmane attualmente esistenti. Con il suo allargamento degli anni ’90, L’Unione Europea ha inglobato questa storia all’interno dei suoi confini.

 

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