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Religione e società

La fatwa, specchio della religiosità islamica in Europa

Versione digitale del Corano per dispositivi mobili [Shutterstock]

Per i musulmani di oggi i siti web rappresentano una forma di autorità religiosa. Il contenuto delle domande che essi rivolgono a questi portali indica che a muoverli è una visione normativa della religione

Questo articolo è pubblicato in Oasis 28. Leggi il sommario

Ultimo aggiornamento: 29/11/2018 10:38:06

Per i musulmani di oggi i siti web rappresentano una forma di autorità religiosa. È a questi infatti che si rivolgono per avere pareri informati sulla loro vita di credenti. Il contenuto delle domande che essi rivolgono a questi portali indica chiaramente che a muoverli è una visione normativa della religione, con la paura costante di contravvenire alle “regole”. Ma segnala anche che a preoccupare davvero i musulmani europei non sono le questioni di cui normalmente si occupano i media.

 

La maggior parte degli studi sull’Islam resta prigioniera del dibattito intorno a dicotomie quali Islam e democrazia, Islam e modernità, Islam e laicità, Islam e pluralismo, l’Islam e la donna, e via dicendo. La domanda di fondo di questo dibattito è: perché l’Islam non si è evoluto come il Cristianesimo? Perché non si è liberato del suo carattere primitivo, che si manifesta nell’esaltazione della violenza, nella non accettazione dell’altro, nel ripudio delle libertà e nello svilimento del ruolo della ragione?

 

Queste ricerche si concentrano sull’élite religiosa, politica e culturale e non prendono in considerazione la dimensione umana del musulmano comune. Ma se un tempo questo approccio poteva essere necessario nel contesto delle società islamiche, in quello delle società occidentali contemporanee rappresenta un’ideologia cognitiva incapace di comprendere e analizzare la presenza di milioni di musulmani – per la prima volta nella storia – nel cuore della cultura europea.

 

Oggi, il musulmano comune è il primo “spazio” in cui si gioca il tentativo di armonizzare Islam e Occidente. Questo musulmano comune, un tempo sfuggente, è ora alla portata della ricerca scientifica grazie all’aiuto della tecnologia, la quale conserva e divulga le domande che egli si pone sulla relazione fra la sua fede e la realtà in cui vive. Queste domande e risposte, formulate in quella che tecnicamente si chiama fatwa (fatwā), sono oggi disponibili su molti siti web che assumono, per questi musulmani, la funzione di autorità religiose in Europa.

 

Il ruolo crescente di questi siti fra i musulmani in Occidente consente di comprendere la natura della presenza islamica nel Vecchio Continente, uscendo dal regno dell’astratto, del teologico, del politico e dell’ideologico, per porre nuovi interrogativi.

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