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Islam

Alla ricerca di un riformatore per l’Islam

La preghiera del venerdì alla moschea di al-Azhar [© Belal Darder - Flickr]

Dall’autoproclamazione dello Stato islamico, in Egitto si è riacceso un dibattito, mai del tutto sopito, sull’Islam e suo ruolo nella società e nello Stato

Questo articolo è pubblicato in Oasis 21. Leggi il sommario

Ultimo aggiornamento: 11/03/2019 15:39:05

Dall’autoproclamazione dello Stato islamico, in Egitto si è riacceso un dibattito, mai del tutto sopito, sull’Islam e suo ruolo nella società e nello Stato. Mentre al-Sisi chiede – non senza secondi fini – una “rivoluzione religiosa”, per al-Azhar c’è piuttosto bisogno di una correzione delle interpretazioni adottate da estremisti e terroristi. Alcuni intellettuali, anche da fronti diversi, avanzano proposte più ardite di rivalorizzazione della ragione e di revisione radicale della metodologia tradizionale del diritto islamico.

 

 

Da quando l’Isis ha cessato di essere un “emirato di carta” per presentarsi come il restauratore del Califfato[1], nel mondo islamico sono tornate a risuonare con forza parole come riforma, rinnovamento, e addirittura rivoluzione.

 

 

Il dibattito sul terrorismo islamista, sul suo nesso più o meno stretto con la tradizione islamica e sulle modalità con cui contrastarlo, ha trovato un terreno particolarmente fertile in Egitto, un Paese in cui da più di un secolo si torna periodicamente a discutere del ruolo dell’Islam all’interno della società e dello Stato. In questo contesto ha avuto ampia eco il discorso con cui il 1° gennaio del 2015 il presidente Abd al-Fattah al-Sisi ha invitato le autorità islamiche ufficiali del suo Paese a intraprendere una vera e propria «rivoluzione religiosa». L’iniziativa di al-Sisi è stata variabilmente interpretata: c’è chi non ha esitato a definire il presidente il “Lutero dell’Islam”[2] e chi invece ha rilevato come le sue parole, «non fossero in alcun modo una novità per i vertici di al-Azhar», pur riconoscendo l’eccezionalità di un «presidente proveniente dall’esercito che pubblicamente rivolge ad al-Azhar e al suo shaykh un discorso sulla loro missione»[3].

 

 

Come valutare dunque le parole del presidente egiziano? E più in generale quali sono stati e quali potranno essere gli esiti del dibattito egiziano sulla riforma religiosa? Per rispondere a queste domande occorre da un lato osservare da vicino il comportamento dei singoli attori coinvolti nel dibattito, e dall’altro collocare quest’ultimo nel quadro più vasto delle relazioni tra Stato e istituzioni islamiche nell’Egitto contemporaneo.

 

 

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Per citare questo articolo

 

Riferimento al formato cartaceo:

Michele Brignone, Alla ricerca di un riformatore per l’Islam, «Oasis», anno XI, n. 21, giugno 2015, pp. 75-82.

 

Riferimento al formato digitale:

Michele Brignone, Alla ricerca di un riformatore per l’Islam, «Oasis»[online], pubblicato il 12 giugno 2015, URL: https://www.oasiscenter.eu/it/alla-ricerca-di-un-riformatore-lislam.

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