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Islam

Alla ricerca di un riformatore per l’Islam

Dall’autoproclamazione dello Stato islamico, in Egitto si è riacceso un dibattito, mai del tutto sopito, sull’Islam e suo ruolo nella società e nello Stato. Mentre al-Sisi chiede – non senza secondi fini – una “rivoluzione religiosa”, per al-Azhar c’è piuttosto bisogno di una correzione delle interpretazioni adottate da estremisti e terroristi. Alcuni intellettuali, anche da fronti diversi, avanzano proposte più ardite di rivalorizzazione della ragione e di revisione radicale della metodologia tradizionale del diritto islamico.

Da quando l’Isis ha cessato di essere un “emirato di carta” per presentarsi come il restauratore del Califfato1 , nel mondo islamico sono tornate a risuonare con forza parole come riforma, rinnovamento, e addirittura rivoluzione.

 

Il dibattito sul terrorismo islamista, sul suo nesso più o meno stretto con la tradizione islamica e sulle modalità con cui contrastarlo, ha trovato un terreno particolarmente fertile in Egitto, un Paese in cui da più di un secolo si torna periodicamente a discutere del ruolo dell’Islam all’interno della società e dello Stato. In questo contesto ha avuto ampia eco il discorso con cui il 1° gennaio del 2015 il presidente Abd al-Fattah al-Sisi ha invitato le autorità islamiche ufficiali del suo Paese a intraprendere una vera e propria «rivoluzione religiosa». L’iniziativa di al-Sisi è stata variabilmente interpretata: c’è chi non ha esitato a definire il presidente il “Lutero dell’Islam”2 e chi invece ha rilevato come le sue parole, «non fossero in alcun modo una novità per i vertici di al-Azhar», pur riconoscendo l’eccezionalità di un «presidente proveniente dall’esercito che pubblicamente rivolge ad al-Azhar e al suo shaykh un discorso sulla loro missione»3.

 

 

Come valutare dunque le parole del presidente egiziano? E più in generale quali sono stati e quali potranno essere gli esiti del dibattito egiziano sulla riforma religiosa? Per rispondere a queste domande occorre da un lato osservare da vicino il comportamento dei singoli attori coinvolti nel dibattito, e dall’altro collocare quest’ultimo nel quadro più vasto delle relazioni tra Stato e istituzioni islamiche nell’Egitto contemporaneo.

 

 

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1Cfr. Cole Bunzel, From Paper State to Caliphate. The Ideology of the Islamic State, The Brookings Project on U.S. Relations with the Islamic World, Analysis Paper n. 19 (marzo 2015), http://www.brookings.edu/~/media/research/files/papers/2015/03/ideology-of-islamic-state-bunzel/the-ideology-of-the-islamic-state.pdf.

 

 

2Si veda per esempio Peter Smith, Islam’s Martin Luther?, «Quadrant Online», 7 gennaio 2015, http://quadrant.org.au/opinion/qed/2015/01/islams-martin-luther/.

 

 

3Mokhtar Awad, Nathan J. Brown, Mutual Escalation in Egypt, «The Washington Post», 9 febbraio 2015, http://www.washingtonpost.com/blogs/monkey-cage/wp/2015/02/09/mutual-escalation-in-egypt/.

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