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Islam

I molti volti del Salafismo

Majmūʿ al-Fatāwā al-Kubrā, Ibn Taymiyya

Dietro il termine “Salafismo” si cela un fenomeno in evoluzione che assume forme diverse, da quello storico a quello moderno, fino al salafismo contemporaneo

Questo articolo è pubblicato in Oasis 27. Leggi il sommario

Ultimo aggiornamento: 09/11/2018 12:21:15

Dietro il termine “Salafismo” si cela un fenomeno in evoluzione che assume forme diverse, da quello storico di Ibn Taymiyya o Ibn ‘Abd al-Wahhāb a quello moderno di Rashīd Ridā, fino al salafismo contemporaneo di al-Albānī. Lo sviluppo è segnato dalla rivalità con le scuole giuridiche tradizionali, anche se tra le due correnti non si può tracciare una demarcazione netta. Il caso egiziano mette in scena i diversi atti di questa vicenda.

 

Salafismo” è uno dei termini più diffusi del discorso religioso contemporaneo in Egitto, specialmente a partire dai primi anni ’80 del secolo scorso. Per indagare questo concetto occorre tuttavia considerare diversi aspetti: il primo è puramente lessicale; un secondo riguarda le trasformazioni di tale concetto nel corso della storia religiosa del mondo islamico e le ambiguità che ha generato; un terzo aspetto investe infine i principi ideologici sui quali esso si fonda.

 

Con il concetto di “salafismo” i suoi seguaci intendono

la strada seguita dai Compagni [del Profeta], dai loro più eminenti Successori, dai seguaci di questi ultimi e dalle autorità religiose riconosciute come guide e note per la loro eccellenza nella religione, la cui parola si sia trasmessa di generazione in generazione e sia stata accolta dalla gente, con l’eccezione di coloro che sono stati accusati d’innovazione indebita o sono noti con appellativi sconvenienti quali kharijiti, rafiditi, qadariti e murjiti1.

Nonostante la sua chiarezza, questa definizione è difficilmente applicabile. Essa può essere infatti considerata uno dei principi consolidati (muhkamāt) sui quali le diverse scuole di pensiero e teologiche si sono trovate d’accordo nel corso della storia dell’Islam2. Il fatto che sia anche il fondamento teorico di tutti i salafismi storici è uno dei motivi per cui assolutizzare la contrapposizione tra salafiti e seguaci delle scuole giuridiche rappresenta una generalizzazione indebita. Non sempre i salafiti hanno rifiutato l’adesione alle scuole giuridiche, mentre tra coloro che aderivano alle scuole giuridiche vi erano anche dei salafiti. Per questo l’opposizione tra i due gruppi è corretta soltanto nella misura in cui si tenga conto che essi sono reciprocamente correlati. A meno che non si voglia collocare quest’opposizione nel quadro specifico del legame tra il salafismo e i movimenti islamisti, nel qual caso essa è legittima. Non la si può però applicare in modo così netto al salafismo antico.

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